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Si trova la realtà dell "io” quando l’osservazione interiore, mediante la quale si afferra conoscitivamente il corpo astrale, si acuisce sempre più, compenetrando nella meditazione il pensare vissuto col volere. Dapprima, in questo pensare, ci si è lasciati andate senza volontà. Con ciò si è giunti al punto che un elemento spirituale entra in questo pensare, come nella percezione dei sensi il colore entra nell’occhio, il suono nell’orecchio. Se ci si è messi in grado di riprodurre con un atto di volontà quel che si è fatto vivere in tal modo grazie a un abbandono passivo nella coscienza, allora entra in questo atto di volontà la percezione del proprio “io”.

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