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Moralità e sano giudizio per tenere a bada gli ostacolatori Lucifero e Arimane


Antroposofia, Lucifero, Arimane

In che modo dunque l’uomo pone le basi per i processi patologici? Perché accoglie in sé la tendenza ad ammalarsi? Poiché abbiamo detto come questo sia il periodo in cui si adunano le forze che producono la malattia, che cosa conduce l’uomo, fra morte e nuova nascita, al punto di preparare le forze che nella vita successiva si sfogano nella malattia? L’uomo vi è portato per il fatto che da un lato può diventare preda della tentazione del potere luciferico e dall’altro lato della tentazione del potere arimanico.


Se quindi da un lato diventiamo preda delle potenze luciferiche, si insediano subito per reazione le potenze di cui sono oppositrici le potenze luciferiche, ed esse cercano ora di esplicare una forza contraria per mezzo della quale possa essere effettivamente espulso da noi l’influsso luciferico. Le potenze di cui sono dunque oppositrici le potenze luciferiche aggiungono però il dolore al processo che viene provocato sotto l’influsso di Lucifero. Se ora denominiamo cattive le potenze luciferiche, dobbiamo riguardare il dolore come qualcosa che ci viene arrecato dalle potenze buone, affinché noi, proprio mediante il dolore, ci possiamo sottrarre ai tentacoli delle potenze cattive e non cadere più loro preda.


Il dolore, che è la coscienza del corpo astrale irregolarmente sveglio, è anche allo stesso tempo ciò che riesce a distoglierci dal continuare sempre a cadere nel dominio delle potenze luciferiche nel campo in cui siamo già diventati loro preda. Così il dolore diventa il nostro educatore rispetto alle tentazioni delle potenze luciferiche.


Nella subcoscienza questa è una forza che agisce precisamente come una realizzazione karmica, come un impulso a non incorrere più in azioni, inclinazioni e bramosie che hanno appunto provocato una determinata malattia.


Possiamo così dire che, ovunque in una malattia subentri dolore, vi è una potenza luciferica che ha causato quella malattia. Il dolore è addirittura un segno distintivo della circostanza che ci si trova di fronte all'esistenza di una potenza luciferica.


Per il fatto di aver accolto l’influsso luciferico, venne a stabilirsi un collegamento tale delle quattro parti costitutive umane (corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale e io) quale non si sarebbe stabilito se Lucifero non avesse agito, e se avessero agito soltanto le potenze di cui Lucifero è avversario. Allora l’uomo si sarebbe evoluto diversamente. Quindi il principio luciferico provocò una perturbazione nei confronti dell’interiorità umana. Dipende però dall’interiorità umana, il modo con cui l’uomo lascia avvicinare a sé il mondo esterno. E proprio come, con un occhio nel quale sia stato distrutto qualcosa, non si vede esattamente il mondo esterno a causa del difetto interno, cosi l’uomo per l’influsso luciferico non arriva in genere a vedere il mondo esterno come esso è. Dal momento che vi era per gli uomini un motivo per non vedere il mondo esterno come esso è, entro l’immagine non esatta del mondo esterno potè spingersi l’influsso arimanico; l’avvicinarsi di Arimane agli uomini potè verificarsi solo per il fatto che prima aveva esercitato la sua azione l’influsso luciferico.


Per questo Arimane si potè inserire in queste immagini inesatte del mondo esterno. Arimane si avvicinò, e pertanto l’uomo fu esposto a quest'alito influsso; egli può così soggiacere non soltanto alle seduzioni interiori, ma può incorrere anche nell’errore e, riguardo al giudizio sul mondo esteriore e alle asserzioni circa il mondo esteriore, cadere nella menzogna. Così Arimane è veramente in azione da fuori, però noi gli abbiamo dato prima la possibilità di potersi avvicinare a noi.


Così, dunque, l’influsso arimanico e quello luciferico in verità non sono mai esclusivamente a sé stanti. Essi agiscono sempre l’uno sull’altro, in certo modo mantengono sempre l’equilibrio. Da dentro Lucifero si spinge fuori, da fuori Arimane agisce dentro, e nel mezzo si forma l’immagine del mondo.


Mentre passiamo giornalmente per la vita, cadiamo vittime a volte più delle seduzioni di Lucifero, a volte più delle seduzioni di Arimane. Noi pencoliamo qua e là fra queste due seduzioni che da un lato ci portano a farci gonfiare d’orgoglio nella nostra interiorità, e dall’altro lato a farci delle illusioni in merito al mondo esteriore.


A questo punto deve essere rilevato, poiché è straordinariamente importante, che alle seduzioni di ambedue le parti deve opporre particolare resistenza eh tenta di perseguire un’evoluzione superiore e di penetrare nel mondo spirituale, sia che voglia penetrare nello spirituale seguendo le manifestazioni del mondo esteriore, sia che voglia discendere misticamente nella propria interiorità. Nel penetrare nel mondo spirituale esteriore che sta dietro il mondo fisico, si trovano sempre le immagini illusorie presentate con inganno da Arimane; se invece l’uomo vuole discendere misticamente nella propria anima, sono sempre possibili in modo speciale le seduzioni di Lucifero.


Per questo è così necessario che in precedenza, mediante la formazione del carattere, si provveda ad avere un antidoto contro le seduzioni della vanità, della megalomania, dell’orgoglio che ci si avvicinano in tutte le occasioni. Né faremo mai abbastanza per acquisire proprio le qualità che conducono alla modestia e all’umiltà. Questo è necessario in misura elevata per la parte della nostra evoluzione superiore che chiamiamo mistica. D’altro lato è necessario che l’uomo si difenda anche contro le formazioni erronee di Arimane quando egli tenta, mediante un’evoluzione che conduce dietro i fenomeni del mondo esteriore, di giungere ai fondamenti spirituali delle cose. Se in questo caso l’uomo non cerca di conseguire una formazione del carattere che lo renda interiormente forte e robusto, che lo faccia essere solidamente basato sulla propria interiorità, allora potrà molto facilmente accadere che l’uomo, proprio mentre ha fortuna nel penetrare nel mondo spirituale, divenga preda dei tentacoli di Arimane, che Arimane lo inganni con illusioni su illusioni, con allucinazioni su allucinazioni.


Esiste soltanto una potenza dinanzi alla quale Lucifero si ritrae: la moralità. Essa è qualcosa che brucia Lucifero come il fuoco più terribile. Né esiste alcun altro mezzo che contrasti Arimane, se non la forza del giudizio e la capacità di discernimento educate dalla scienza dello spirito, poiché la sana forza di giudizio di cui ci appropriamo sulla Terra è qualcosa che Arimane fugge terribilmente; in fondo, dinanzi a null’altro egli ha una ripugnanza tanto grande quanto dinanzi a ciò che noi acquisiamo mediante una sana educazione della nostra coscienza dell’io. Vedremo infatti che Arimane appartiene a una sfera del tutto diversa, molto lontana da quel che noi sviluppiamo come nostra sana forza di giudizio. Nell’istante in cui Arimane si imbatte nella sana forza di giudizio che noi abbiamo acquisito nell’esistenza terrestre, prende uno spavento terribile poiché ciò è per lui qualcosa del tutto sconosciuto, davanti a cui ha una grande paura. Tanto più quindi noi ci sforziamo di plasmare ciò che nella vita fra nascita e morte può essere sviluppato quale sana forza di giudizio, tanto più lavoriamo in opposizione ad Arimane.


Vediamo così per che cosa le potenze luciferiche e arimaniche hanno una grandissima avversione. Umiltà, modestia, non ritenersi più di quello a cui dia diritto un sano giudizio, nell’uomo sono virtù che non piacciono affatto a Lucifero. Al contrario egli è presente come le mosche in una stanza sudicia, quando in qualche luogo vogliono mostrarsi le caratteristiche dell’ambizione e della vanità. Tutto questo, e in modo speciale le opinioni che si basano su false rappresentazioni di se stessi, fanno sì che ci si prepari anche per Arimane. Contro Arimane però niente difende di più che darsi realmente la pena nella vita di pensare in modo sano, come ci insegna la vita tra nascita e morte.


Gli uomini che disdegnano di pervenire a un sano giudizio e ad una razionale capacità di discernimento, e senza tali capacità vogliono alla leggera ascendere in un mondo spirituale, in fondo si sottraggono alla vita terrena. Essi vogliono così librarsi al di sopra della vita terrena; pensano che per loro sia un’occupazione troppo futile il dedicarsi alle diverse cose che possono condurre alla comprensione della vita terrena. Si ritengono qualcosa di meglio. Proprio una tale opinione è però un nuovo fondamento per l’orgoglio. Possiamo cioè ripetutamente vedere come proprio le persone che tendono all’esaltazione, a non voler essere toccate dalle cose terrene e dalla vita terrena, rifiutino di imparare, perché ritengono di sapere già tutto e non vogliono unirsi con una corrente come la nostra. Simili persone dicono che nel mondo spirituale deve ben entrare l’umanità.


Certo, però esiste un solo sano passaggio per entrarvi, ed è la moralità nel senso più elevato da conseguirsi sulla Terra, la moralità che non sopravvaluta noi stessi, che non ci conduce a un falso giudizio su noi stessi, e neppure ci rende dipendenti da impulsi, brame e passioni; la moralità che, dall’altro lato, è un assiduo e sano collaborate con le condizioni della vita terrena, non un volersi librare sopra le condizioni della vita terrena.


Abbiamo così estratto dalle profondità del karma qualcosa che è in relazione con le profondità della vita spirituale; il che può essere di grande valore. Però, nulla che venga estratto dal mondo spirituale senza sano raziocinio ha valore per l’evoluzione dell’uomo e della sua individualità, e neppure ha valore quel che viene estratto senza moralità.


Rudolf Steiner 120 - Le manifestazioni del Karma

Amburgo, 22 Maggio 1910


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Sempre dalle 18:00 alle 19:30


16 Ottobre

17 Ottobre

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DESCRIZIONE


“Christian Rosenkreuz sceglie coloro che vuole avere come discepoli, in modo impressionante. Coloro che vengono scelti devono porre attenzione a un certo tipo di eventi o una serie di eventi di questo tipo nella propria vita: Christian Rosenkreuz sceglie le persone così che, per esempio, una persona arriva a un punto di svolta decisivo, una crisi karmica nella sua vita.


Assumiamo per esempio ho una persona sta per commettere un’azione che lo condurrebbe alla morte. Questi fatti possono essere molto diversi uno dall’altro. L’uomo in questione cammina su un sentiero che, senza accorgersene, lo conduce in grande pericolo. Lo conduce sull’orlo del baratro, magari. Dunque quell’uomo, ora solo a uno o due passi dal precipizio, sente una voce “Fermati!” Così egli sente di doversi fermare senza sapere il perché.


Devo dire che, ovviamente, questo è solo il segno esteriore per essere esteriormente qualificato ad una chiamata dello spirito. Per essere interiormente qualificato, la persona scelta deve avere già l’interesse per qualcosa di spirituale, la teosofia o qualche altra forma di scienza dello spirito. […] Molti di voi qui possono esaminare il passato corso delle vostre vite trovando che simili eventi vi sono accaduti. Oggi diamo troppa poca attenzione a questi fatti. Dovremmo invece realizzare quanto i fatti importanti passino a noi inosservati. Questa è l’indicazione del modo in cui vengono chiamati i discepoli più avanzati del rosicrucianesimo.”


– Rudolf Steiner in OO130, “Il Cristianesimo Rosicruciano”, 28 settembre 1911


È in questo modo che Christian Rosenkreutz sceglie coloro che vuole avere come discepoli. Egli, insieme a Gesù-Zarathustra, fu Maestro di Rudolf Steiner. Christian Rosenkreutz, già nel medioevo, assolse al compito necessario nell’evoluzione dell’umanità di formulare una via di iniziazione che sia compatibile con la “via attiva”. L’uomo occidentale infatti, non può permettersi di sottrarsi da un ruolo attivo nella comunità in cui si incarna e che richiede la sua insostituibile presenza.


La Confraternita dei Rosacroce da lui fondata fece dono all’umanità di questa nuova via di iniziazione. Nell’iniziazione Rosacroce, l’Io umano è chiamato ad unirsi al Cristo per combattere attivamente una battaglia spirituale: in cui l’egoismo di Lucifero e la potenza di Arimane vengono poste al servizio della manifestazione dello spirito sulla Terra.


La via iniziatica dei rosacroce privilegia la “vita attiva” e dunque è la via degli scienziati che incontrano il Cristo nella natura macrocosmica, nel fondamento stesso della materia al contempo sperimentandolo in intima unione microcosmica nel Cuore. La scienza naturale stessa è il fondamento della via esoterica Rosacroce: quando si conosce la realtà della Natura senza fermarsi al significato esteriore, si arriva al suo intimo significato spirituale. Dalla scienza della natura, in cui lo spirito è celato, si arriva alla scienza dello spirito, in cui la natura viene spiritualizzata.


Scopo della via Rosacroce è l’unione delle forze solari con quelle lunari nell’essere umano, ovvero l’intima unione del pensare e del sentire, volte a celebrare le nozze nel Mysterium Conjunctionis. Ecco perché la Rosacroce è di importanza così cruciale! Queste nozze chimiche del pensare e sentire daranno vita così ad una nuova capacità, l’immaginazione di cui la vita spirituale è innanzi tutto intessuta.


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CONTRIBUTO PER LA PARTECIPAZIONE

✅ 50 Euro (per i 3 incontri di 2 ore)


Al termine del percorso potrete avere accesso alle registrazioni senza limiti di tempo, potendole quindi rivedere in qualsiasi momento.


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