Una vita conforme alla natura e alla ragione sta alla base di ogni vera evoluzione spirituale
- Pleroma

- 26 nov 2025
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QUESTO TESTO E' STATO ESTRATTO DAI CONTENUTI PRESENTI NELL'ARCHIVIO "LIBERA ANTROPOSOFIA" IN CUI TROVI DECINE DI LIBRI... LIBERI DAI DIRITTI D'AUTORE

Che cosa sia forza sana di criterio, ed educazione chiara e logica, si manifesta in special modo a questo gradino dell’evoluzione. Basta riflettere, che su quel gradino il Sè superiore, che ha dormito fino allora nell’uomo incoscientemente, come un germe, nasce a esistenza cosciente; e non si tratta di una nascita nel mondo spirituale in senso figurato, ma in senso completamente reale. E per poter essere vitale, questo nuovo essere, il Sè superiore, deve venire al mondo provvisto di tutti gli organi e le disposizioni necessarie.
Come la natura deve provvedere perchè un bambino venga al mondo con orecchi e occhi ben formati, così le leggi dell’auto-evoluzione di un individuo devono aver cura che il suo Sè superiore entri nell’esistenza con tutte le capacità necessarie. E queste leggi che provvedono allo sviluppo degli organi superiori dello spirito stesso, altro non sono che le sane leggi della ragione e della morale, del mondo fisico. Come il bambino si matura nel grembo materno, così l’uomo spirituale matura nel Sè fisico.
La salute del bambino dipende dall’attività normale delle leggi della natura nel grembo materno; in modo analogo la salute dell’uomo spirituale dipende dalle leggi dell’intelligenza ordinaria e della ragione operante nella vita fisica. Non può generare un Sè superiore sano chi non viva e non pensi in modo sano nel mondo fisico. Una vita conforme alla natura e alla ragione sta a base di ogni vera evoluzione spirituale.
Come il bambino nel grembo della madre già vive in conformità delle forze della natura che egli percepirà dopo la sua nascita con i suoi organi sensori, cosi del pari il Sè superiore dell’uomo vive già in conformità delle leggi del mondo spirituale durante la sua esistenza fisica. E come il bambino, per virtù di un oscuro sentimento vitale, assimila le forze che gli sono necessarie, così pure l’uomo assimila le forze del mondo spirituale, prima che il suo Sè superiore sia nato. Egli anzi deve fare così, perchè quest’ultimo possa venire al mondo come un essere completamente sviluppato.
Sarebbe in errore chi dicesse: «non posso accogliere gl’insegnamenti della scienza occulta, se prima non vedo io stesso», perchè se egli non approfondisce la ricerca spirituale, non potrà arrivare alla vera conoscenza superiore. Egli si troverebbe allora nella medesima condizione di un bambino nel grembo materno, il quale rifiutasse di adoperare le forze trasmessegli dalla madre, perchè vuole aspettare di potersele procacciare da sè.
Come l’embrione del bambino sperimenta per virtù del suo sentimento vitale la bontà di ciò che gli viene offerto, così l’uomo non ancora veggente sperimenta la verità degl’insegnamenti della scienza occulta. Vi è un intendimento che si basa sopra un sentimento di verità e un’intelligenza chiara, sana, e universalmente critica, il quale permette di penetrare in questi insegnamenti, anche quando ancora non si vedono le cose spirituali.
Occorre prima imparare le conoscenze mistiche e con questo studio appunto prepararsi alla veggenza. Un uomo, che arrivasse alla veggenza prima di essersi preparato a quel modo, somiglierebbe a un bel bambino, nato con occhi e orecchi, ma senza cervello. L’intero mondo di colori e di suoni gli si squadernerebbe dinanzi, ma egli non saprebbe che farne.
Ciò dunque che prima riusciva evidente all’uomo per virtù del suo sentimento di verità, della sua intelligenza e della sua ragione, diventa, a questo gradino del discepolato, esperienza sua propria. Egli ha ora conoscenza diretta del suo Sè superiore, e impara a riconoscere, che questo Sè superiore è in rapporto con entità spirituali di genere superiore, e con esse è tutt’uno. Egli vede, perciò, come il Sè inferiore derivi da un mondo superiore, e gli si palesa, che la sua natura superiore sopravvive all’inferiore. – Egli può ormai distinguere da sè ciò che in lui è perituro, da quello che è permanente.
Ciò significa, che egli impara per visione diretta la dottrina dell’incorporazione (incarnazione) del Sè superiore in quello inferiore. Gli risulta ora evidente, che egli è situato in un complesso spirituale superiore e che le sue qualità e i suoi destini sono determinati da questo insieme. Egli impara a conoscere la legge della sua vita, il Karma; si avvede che il suo Sè inferiore, così come foggia attualmente la sua esistenza, non è che una delle figure che il suo essere superiore può assumere, e scorge dinanzi a se la possibilità, per mezzo del suo Sè superiore, di elaborare sè stesso, per diventare sempre più e più perfetto.
Egli è ormai in condizione di vedere anche la grande diversità che esiste fra gli uomini, nei riguardi del loro grado di perfezione, e si accorge, che vi sono uomini al di sopra di lui, i quali già hanno superato i gradini, che egli ancora deve salire. Si avvede ancora, che gl’insegnamenti e le azioni di tali uomini provengono dalle ispirazioni di un mondo superiore; tutto ciò gli si rivela nella prima sua visione diretta di questo mondo superiore. Coloro che si chiamano «i grandi Iniziati dell’umanità» cominceranno ormai ad essere per lui un fatto reale.
Rudolf Steiner
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